Donatella Airoldi

  Home  
Last update: 10-Mag-2007

Donatella Airoldi

 

Donatella Airoldi

nata a Bergamo, vive a Milano.
Laureata in psicologia clinica presso l’’Università di Padova, nel 1997 è co-fondatrice dello spazio Quintocortile a Milano dove diventa curatrice di numerose
mostre d’arte contemporanea.


 

 

Nella profonda mente

Forse l’eliminazione di tutte le caldaie a gas potrebbe portare a una definitiva dissoluzione del profondo trasformandolo all’istante in bolle ricamate nel terreno.
Freud cercava di interpretare i linguaggi della mente nella loro materialità per sorprenderli nei bagni inascoltati di gigantesche terme in disuso. Origine di bene e male l’inconscio è ventre molle e incandescente, fucina pronta a forgiare fiumi di metalli preziosi o a esplodere.
Nella profonda mente c’è chi scarpeggia in sequenze dissennate sorpassando le ansie di sempre per chiedere un’elemosina falsa ai propri gendarmi affinché pagandoli lascino socchiuse le porte della cella per fare evadere scuri pensieri rattrappiti. C’è chi fissa ogni lettera da ballo per riprendersi i passaggi nascosti definendoli dubitativi o inverosimilmente per legargli le zampe come a falchi imperiosi pronti all’attacco.
Gli psicologi calcolano ogni passaggio verbale e segnano gli abbozzati rischi d’incompletezza. La mente sprofonda non sentendo i chiari o gli scuri, rabbrividisce per i ricordi ancestrali, socchiude gli occhi aspettando che il pensiero si ripercuota solidamente e rimuova oltraggi incuneati in distanze abissali. Segreti, emozioni che strabordano, lucide percezioni e comportamenti compulsivi, sensazioni profonde chiariscono le esperienze spaccate della realtà come strozzature di ripiegati gargarismi in schiette fantasie iperboliche.
La nebbia avvìsta ogni cosa e il broglio riecheggia in ogni segmento mantenuto freddo da spiragli di cappotti non chiusi ermeticamente. La singolarità dello scorrere nel buio profondo è capire che in qualche modo può essere rischiarato, magari occupando totalmente lo spazio vitale e lasciando che immagini d’aria sfiorino la pietra ruvida. Aprire le mille porte della profonda mente è come sciogliere tentazioni vitali in corpi sbilenchi che non reggono la situazione verticale e che si puntellano a ogni piastrella di ceramica sporca.
E’ come sentire che tiepidi spiragli di sentimenti reggono situazioni incombenti in grado di ripristinare impostazioni iniziali. Come incubi che sanno trasformarsi in opera d’arte che verrà poi letta, rivoltata-interpretata, e di cui si arriverà a descriverne anche le intenzioni, ma che Freud stesso in un momento sfiorato di dubbio alla fine del suo saggio sul Mosé di Michelangelo scriveva: “… E se avessimo preso troppo sul serio dettagli che non erano nulla per l’artista, particolari che egli avrebbe introdotto del tutto arbitrariamente senza secondi fini?...”
Un ferreo vetro dissipatore di inganni sposta velocemente immagini da occultare e collauda allestimenti copiosi per falsità sperimentate da inserire in librerie spogliate.
Ogni segreto vale la pena di trattenerlo in estremità più lontane, lasciandolo inconsapevole nelle repliche successive, spiegando agli astanti che i bagliori sono sfumature di stile che a volte offuscano gli occhi e impediscono spiegazioni o sottrazione di scampo.
Per quanto?

 


© 2007- Mimma Pasqua