LE OPERE COMMENTATE

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Last update: 10-Mag-2007
 

Al fine di rendere più comprensibile il significato delle opere per il pubblico che frequenta le biblioteche, non necessariamente conoscitore d’arte, ho convenuto di riunirle per suggestioni visive.

Le opere di Armando Tinnirello, Lorenzo Alagio, Helene Gritsch e Giorgio Longo con Daniela Miotto, Gino Gini, Max Marra e Massimo Maselli hanno avuto come elemento unificante l’immagine della testa.

 

Mimma Pasqua

   
Armando Tinnirello

 

Armando Tinnirello

SOGNO IN CERCA DI IDENTITA' / 2007 / Installazione di fotografie / 30x45 particolare

L’artista, che unisce la tecnica pittorica alla fotografia (la base di partenza del suo lavoro è una pittura su tela), conferisce alla figura - viso e frammenti del corpo - un’aura misteriosa e sacrale di sapore primitivo, e ideale contenitore di icone floreali che vi si proiettano a ritrovare la perduta empatia col naturale.

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Lorenzo Alagio

GOLFO MISTICO / 2007 / Collage, fotografia con tramatura a freddo, legno sagomato 84x96,5x5

Il leit-motiv della ricerca artistica di Alagio sembra essere l’immagine sagomata di una testa – quasi moderno totem - come luogo di proiezione di realtà esterne che si impongono all’attenzione stampandosi nella memoria e fonte primaria del brain storm in cui si accalcano pensieri e fantasie fino a farne un "golfo mistico".

   
 

Helene Gritsch

SENZA TITOLO / 2007 / Incisione 50x35

L’elaborazione del vissuto in Gritsch dà luogo ad una simbologia di natura segnica, quasi dolorosa fonte che incornicia il vuoto, in cui il colore appare unicamente come complemento o contrappunto musicale in tonalità molto tenui e per nulla invasive.

   
 

Giorgio Longo e Daniela Miotto

FORMA MENTIS / 2007 / Video installazione - Tempera su tela 70x65

Un rapporto complementare in cui le rispettive competenze – Miotto è scenografa e Longo è videomaker – si integrano dando luogo ad una originale installazione, seduttiva ed intrigante metafora del pensiero artistico-poetico, simboleggiata dalla testa di Freud recitante Holderlin.

   
 

Gino Gini

OMAGGIO A FREUD N° 26 / 2007 / Carta, collages, scrittura, pittura 35x50 particolare di trittico

L’opera è allusiva della terapia analitica che fa del sogno e della parola, liberamente associata il suo motivo fondante. Per l’artista la parola e il segno assumono in tal modo non solo il valore di una componente espressiva, che affonda le radici nella poesia visiva, ma anche e soprattutto testimonianza dell’essere.

   
 

Pino Lia

CATTIVI - PENSIERI - RIFLESSI / 2007 / Collage polimaterico 200 x 160 particolare

L’uso della fotografia in bianco e nero si rivela efficace al fine della resa drammatica della composizione, trasportandola in una realtà di confine, mentre l’elemento specchiante che la divide coinvolge emotivamente lo spettatore che ne entra a far parte. Nell’opera le ambiguità, che si riflettono nei cattivi pensieri nascosti di visi stravolti, danno luogo a primitive espressioni di bocche spalancate, quasi anelanti il cibo dell’anima e imploranti refrattarie attenzioni.

   
 

Massimo Maselli

TESTA DI FILOSOFO (Viaggi diurni-Viaggi notturni) / 2007 / Tecnica mista su tela 40x40x4

Le sagome scontornate di teste di filosofo – immagini forti ed essenziali – diventano figure emblematiche, in apparente contrapposizione, della coesistenza degli opposti e pertanto della complessità della vita, e il filosofo è simbolo della consapevolezza di tale complessità e del tentativo di darle un nome, in un mitologico viaggio al confine della notte.

   
 

Max Marra

SENZA TITOLO / 2007 / Tecnica mista su tela 106x155

L’immagine dal colorismo forte ed accentuato, un rosso totale e definitivo, appare come una visione-incubo ad occhi aperti, proiezione di antiche paure, che trovano nell’espressione artistica il loro appagamento catartico. Il viso che si deforma per frantumarsi nella perdita di coesione dell’io è la pausa figurativa di un percorso proseguito all’insegna dell’informale.

   
 

Luchino Malarazza - Simone Faccioli - Elisabetta Pagani

PSYCO / 2007 / Tecnica mista 70x100

Il lavoro degli artisti si è armonizzato ed integrato in una composizione che unisce la suggestione inquietante di immagini tratte dal film Psyco ed elaborata al computer alla segmentazione e frammentazione dello specchio, allusivo di un io multiforme.

   
 

Piero Ferrini

“GRAND MAIR” / 2007 / Stampa su alluminio 30x42

L’artista richiama alla mente il libero flusso dei pensieri dell’Ulisse di Joyce, dandogli una veste grafica artisticamente sostenibile. I suoi sono segni misteriosi, flash di energia deflagrante ed avvinghiante. Ritagli di pensieri all’ammasso, dove la Grand Maire diventa la fonte di pensieri convulsi, di illogici segni cartacei, di un alfabeto inventato e nascosto nelle segrete del cuore.

   
 

Federico Simonelli

NESSUNO RICORDA IL TUO POSTO / 2000 / Cartone bruciato, resine e ceramica Racu 83Lx112H

Il silenzio è propizio al ricordo. Un fantasma evocato dal sogno, da un pensiero inatteso, da una traccia attutita. Steli di volti immoti classicamene composti a significare il nulla. Eppure io sono stato e la mappa della mia vita è lì, nei brandelli combusti, nelle ferite taciute, in quel luogo cerchiato di rosso a futura memoria. Quella di Simonelli è una ricerca che sembra evocare una moderna poesia sepolcrale di foscolana memoria attraverso la figurazione plastica di un viso, inserita in un contesto materico-stratiforme percorso di nostalgia e rimpianto. Quasi un’istanza di memoria.

   
 

Ettore Moschetti

MURO / 2007 / Acrilico su tela 100x160

La pittura di Ettore Moschetti rivela la sua derivazione dall’informale senza dimenticare gli agganci alla realtà conferenti un sapore esistenziale alle immagini, che appaiono alla finestra della mente e illanguidiscono sulla sofferenza di un muro diroccato e dagli incerti confini.

   
  Altre opere si sono associate per forme e volumi tangibili, come in Claudio Grandinetti, Ruggero Maggi, Sandra Mazzon, Roberto Vecchione, Giglio e Ferdinando Greco.
   
 

Claudio Grandinetti

EX / 2007 / Cassetta di legno con oggetti 30x30

Rilievi della mente, ricordi infantili di ex voto, raccolti in una piccola scatola, icona domestica e ludica. Le scatole della memoria sono fatte di oggetti dalle evidenti connotazioni affettive che li rendono significanti. È sicuramente una ricerca che si rifà a suggestioni dadaiste e al Nouveau Realisme. Niente di nuovo sotto il sole dell’arte d’oggi, ma le variazioni su tema annunciano un percorso con tracce di originalità, di recupero delle tradizioni e della simbologia del quotidiano.

   
 

Ruggero Maggi

SEELENLEBEN = VITA DELL’ANIMA / 2006 / Scultura in metallo con proiezione Laser 60Px90Lx116,5H particolare

La testa è il ripostiglio dei pensieri, delle immagini, degli scarti del giorno e della notte. Nella testa è imprigionata la vita dell’anima. Nella testa di un bambino che gioca col fuoco davanti a un camino, mentre l’acqua ribolle nella pentola nera di fumo su un trepiede potente, rugginoso del tempo. Dentro di noi la storia del mondo. L’artista si esprime attraverso installazioni che hanno come segno distintivo la mutevole varietà espressiva in cui la tecnica, i mass-media e la manualità convivono con grande equilibrio.

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Sandra Mazzon

STRIZZACERVELLI / 2007 / Oggetto in legno e ferro + 1 libro 45x35

Lo strizzacervelli è una forma che forgia le teste e i cappelli, un solido blocco di legno che stringe una mente e la spreme alla ricerca dei sogni e di libere associazioni da catturare al volo prima che arrivi il giorno. Caratteristica delle installazioni di Sandra Mazzon è il reperimento degli oggetti trovati e assemblati con profonda valenza simbolica e senso della memoria e del tempo.

   
 

Roberto Vecchione

SOSPENSIONE / 1999 / Scultura in alluminio15,5x66hx15,5

Una falce di luna dai riflessi metallici, sospesa e ancorata nel cosmo, nido/rifugio del mondo. Dove la sezione del cerchio si compone in infinite varianti ed elude lo spazio per ricomporsi in morbide forme taglienti, sempre nuove. Il senso del vuoto nell’artista entra a far parte dell’opera come elemento compositivo, dando alle sue sculture levità di sapore orientale.

   
 

Giglio

X RAY / 2007 / Installazione tecnica mista 100x120 particolare

Un dolore rimosso, un corpo profanato, sezionato, tre volte tradito. Il tempo è una fucina, lavora non visto. Nessuno lo sente. Il tempo è guardare in faccia il dolore, ricomporre le membra col filo della memoria, tentare l’integrità di un corpo. Atto dovuto. L’artista dà a questo atto riparativo una veste di indubbio valore artistico che denota una evoluzione creativa ed una crescita personale.

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Ferdinando Greco

AGONICO / 1993-2005 / Olio, vinilici, conchiglie, sassi, PVC su tela 239Hx90L

La memoria “…cerco di fare pittura come fa la natura che accumulando sbagli e successi poi giunge alla forma. Più passa il tempo più divento convinto che questo deve essere il mio modo di lavorare anche perché le opere migliori sono proprio quelle che hanno avuto bisogno di un tempo lunghissimo per essere realizzate. Esse sono nate su un’idea su cui se ne è sovrapposta un’altra poi un’altra ancora…” La memoria è tempo espiato, materia stratificata percorsa da rossi bagliori profondi. Carcassa bruciata di un’auto in corsa. E così sia.

   
  Misteriosi alfabeti: Anna Lambardi, Fernanda Fedi.
   
 

Anna Lambardi

PROFONDAMENTE, nascita e rinascita dell’essere / 2007 / Collage 110x50 più stampa digitale / particolare di trittico

Il buio della notte si schiarisce nella rinascita di un’alba percorsa da nubi, da una luna girovaga e da una scritta da leggere con le ali del sogno, in un’opera testimoniante una ricerca formale costante, che senza snaturare il proprio linguaggio, attinge a moderne modalità espressive.

   
 

Fernanda Fedi

APOGRAFO SEGRETO DI GEORGE SAND N° 2 / 1988 / Tecnica mista su carta 40Lx160H

Misterioso è l’apografo segreto di George Sand, illuminato da scie lampeggianti e costellato di segni. Scritte vaganti nello spazio compongono storie ignote, longitudinali richiami d’oriente disposti a parete, mappe verticali della mente da decrittare nel silenzio ovattato del sogno. Quello di Fernanda Fedi è un percorso che ha fatto del segno il suo elemento distintivo, inserendosi con caratteristiche suggestive nella scia della poesia visiva. Si potrebbe parlare di moderno arcaismo, di crittografia e di eleganti modulazioni segniche che conquistano lo spazio, lasciando impronte leggere e profonde.

   
  Milvia Quadrio e Rebecca Forster: il nutrimento.
   
 

Milvia Quadrio

MENTE E MATERIA / 2006 / Installazione / Ceramica e legno / 50x50 circa - 20x50 circa

Il cibo della mente è un cubetto di legno contenuto in tazze di antiche forme mammellari. Disposte in bell’ordine, attendono una mano amica che le aiuti a nutrire. Il legno è materia viva. Risuona di echi nascosti, di impercettibili movimenti. L’artista ha imparato ad ascoltarlo e a viverlo. Tutta la sua ricerca trae significato da questo rapporto col legno e sottintende l’amore per la montagna, la presenza della terra, dell’acqua e dell’aria: gli elementi naturali che permettono la vita.

   
 

Rebecca Forster

LA BIBLIOTECA ROTONDA / 2006 / Matita, polvere di graffite su carta siciliana fatta a mano 120x35h particolare di dittico

Io sono qui e ora. Sono i libri che si dispongono in ordine casuale sul mio tavolo. I libri che amo. Libri da salvare dalla barbarie incombente in una biblioteca rotonda come il mondo e come un seno che allatta. La carta è superficie, ma diventa scultura attraverso il suo uso originale e il segno grafico, che con le sue ombreggiature imprime modulazioni e rilievi plastici agli oggetti. Quasi una scrittura oggettuale, simbolica. Estremamente lieve. Estremamente forte.

   
  La vita è sogno: Enrico Catteneo, Tonino Milite, Lucio Perna.
   
 

Enrico Cattaneo

MASCHERA / 1985 / Fotografia 120Hx100L

Nel profondo di ogni artista è rinchiuso un bambino, un bambino che gioca e che schiaccia un coperchio di latta per farne una maschera. Enrico Cattaneo ottiene rarefatte atmosfere, sospensioni del tempo di assoluto lirismo, dando anima al mondo e senso all’inutile con le sue fotografie fatte di luce.

   
 

Tonino Milite

PANORAMA CON SOGNO / 2006 / Acrilica, vinilica su tela / più fluo giallo 57,3Lx53,5H

Il mondo vive sospeso nello spazio come su una piattaforma. Strani oggetti lo popolano, aspirapolvere fosforescenti, tende indiane con bambini paurosi, grandi abat-jour in improbabile equilibrio accanto a piccoli aerei e a minuscoli libri. Avvolti da un’onirica luce.

   
 

Lucio Perna

MIRAGGIO IN UNO SPECCHIO / 2007 / Tecnica mista su tela 90x90

Il mondo reale si riflette nell’opera di Lucio Perna che ne diventa la mappa. Una mappa specchiante indicibili visi, deformati frammenti dell’io, da nascondere profondamente. Quella di Lucio Perna è una ricerca fatta fra le pieghe della carta. Queste hanno finito per assumere un carattere sempre più geometrizzante dando alle opere dell’artista rilievo plastico. A ricordarci che ciascuno di noi è un mondo sconosciuto da esplorare nelle pieghe dell’ io.

   
  Le opere di Stefano Soddu e Diego Minuti hanno in comune la struttura a gabbia.
   
 

Stefano Soddu

DEDICATO A SIGMUND FREUD / 2006 / Legno e ferro 43x57x2,5

Un rettangolo e un cerchio tangenti tra loro rimandano al concetto di stabile – instabile, ad un equilibrio che continuamente si rompe per ricostruirsi, mentre la materialità del legno, associata al ferro, segnala un costante e forte ancoraggio alla terra.

   
 

Diego Minuti

LEZIONE DI VOLO / 2006 / Bronzo, legno, ferro / e materiali vari 40x35x14

La prova del volo è una gabbia aperta e l’uomo è accovacciato all’interno, sospeso nello spazio, metafora dell’impossibilità del volo stesso, in cui la drammaticità dell’evento è contrastata dall’euforia dei coriandoli sul fondo nero. Nell’opera dell’artista è sempre presente un richiamo alla mitologia classica rivisitata e vissuta come parte della vita. Una mitologia del quotidiano.

   
 

Luce Delhove

PROFONDAMENTE / 2006 / Acrilico su legno e struttura tessile 100x100

La forma è sostanza e la cornice racchiude il niente. Ma nell’indecifrabile e nell’ambiguo tutto è possibile. Anche che il niente si trasformi in tracce di esistenze possibili. L’artista crea opere scultoree costruendo ed intessendo trame di materiale tessile che indurisce col gesso e con le colle. Una ricerca, che, come la tela di Penelope, è frutto di un lavoro riparativo incessante.

   
 

Anna Finetti

BARBABLU / 2007 / Installazione di 4 elementi, Tecnica mista Quadro 53x43, Tappeto 60x30, Scatola 22x31x7, Porta 56x29x3

Dispone oggetti che simulano un ambiente tridimensionale con porta, tappeto, quadro, appiattendoli sul piano del muro, decontestualizzandoli, ma lasciando una possibilità di intravederne il mistero: una chiave per fuggire dalla casa di Barbablù su un tappeto volante e per aprire il segreto dell’essere, dell’andare per monti e navigare per mari.

   
 

Antonella Prota Giurleo

L’ARCHETIPO, LA DEA Opera n° 1 / 2007 / Installazione Legno, tela, cenere, colla di coniglio, corda 40x140x12

La vittoria di Samotracia, amputata della testa e delle braccia, assume per vie misteriose una connotazione moderna, mentre per antitesi l’installazione dell’artista, “L’archetipo, la dea”, richiama il mondo classico e la mitologia di cui si è nutrita la psicoanalisi e lo fa con forme essenziali di puro rigore formale, e con materiali che attingono dalla natura la loro forza di esistere.

   
 

Marco Magrini

CLORINDA E’ UN’ACROBATA / 2003-2004 / Ferro sagomato 95x35

Clorinda è un’acrobata che si libra nell’aria tenendosi in equilibrio su forme puntute che rimandano alla terra e ad antichi utensili. Una scultura che rifugge dalla tridimensionalità per approdare a forme piatte, quasi segni nell’aria, in cui la precarietà dell’equilibrio e l’abbinamento di forme contrastanti, che rimandano al femminile e al maschile, conferiscono un senso di dinamismo bloccato alla composizione e suggeriscono una pericolosità imminente.

   
 

Mavi Ferrando

PROFONDAMENTE / 2007 / Installazione Legno e ferro 120x330x120

Esplorare la dimensione del profondo richiede il coraggio di tuffarsi nella vita senza tentennamenti. Le forme che richiamano nei loro contorni ondulati echi di rivisitato barocco sono sculture bidimensionali e trasmettono la sensazione liberatoria di energia in movimento.

   
 

Paolo Barlusconi

SOGNO / 2007 / Installazione Materiali vari150x150x220

Opera una messa in scena di un set psicoanalitico e lo fa con ironia. Dove il lettino è sostituito da una panchina e il paziente dal suo cervello con le parti emotive e razionali, mentre rosse scarpe da donna appese ai rami di un albero alludono al tema della sessualità che pervade in modo invasivo la psicoanalisi ai tempi di Freud.

   

© 2007- Mimma Pasqua