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Al fine di rendere più
comprensibile il significato delle opere per il pubblico che frequenta
le biblioteche, non necessariamente conoscitore d’arte, ho
convenuto di riunirle per suggestioni visive.
Le opere di Armando Tinnirello, Lorenzo Alagio, Helene Gritsch
e Giorgio Longo con Daniela Miotto, Gino Gini, Max Marra e Massimo
Maselli hanno avuto come elemento unificante l’immagine della
testa.
Mimma Pasqua |
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Armando Tinnirello
SOGNO IN CERCA DI IDENTITA' / 2007 /
Installazione di fotografie / 30x45 particolare
L’artista, che unisce la tecnica pittorica alla fotografia
(la base di partenza del suo lavoro è una pittura su tela),
conferisce alla figura - viso e frammenti del corpo - un’aura
misteriosa e sacrale di sapore primitivo, e ideale contenitore di
icone floreali che vi si proiettano a ritrovare la perduta empatia
col naturale.
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Lorenzo Alagio
GOLFO MISTICO / 2007 / Collage, fotografia con
tramatura a freddo, legno sagomato 84x96,5x5
Il leit-motiv della ricerca artistica di Alagio sembra essere
l’immagine sagomata di una testa – quasi moderno totem
- come luogo di proiezione di realtà esterne che si impongono
all’attenzione stampandosi nella memoria e fonte primaria
del brain storm in cui si accalcano pensieri e fantasie fino a farne
un "golfo mistico". |
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Helene Gritsch
SENZA TITOLO / 2007 / Incisione 50x35
L’elaborazione del vissuto in Gritsch dà luogo ad
una simbologia di natura segnica, quasi dolorosa fonte che incornicia
il vuoto, in cui il colore appare unicamente come complemento o
contrappunto musicale in tonalità molto tenui e per nulla
invasive. |
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Giorgio Longo e Daniela Miotto
FORMA MENTIS / 2007 / Video installazione - Tempera su tela 70x65
Un rapporto complementare in cui le rispettive competenze –
Miotto è scenografa e Longo è videomaker – si
integrano dando luogo ad una originale installazione, seduttiva
ed intrigante metafora del pensiero artistico-poetico, simboleggiata
dalla testa di Freud recitante Holderlin. |
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Gino Gini
OMAGGIO A FREUD N° 26 / 2007 / Carta, collages,
scrittura, pittura 35x50 particolare di trittico
L’opera è allusiva della terapia analitica che fa
del sogno e della parola, liberamente associata il suo motivo fondante.
Per l’artista la parola e il segno assumono in tal modo non
solo il valore di una componente espressiva, che affonda le radici
nella poesia visiva, ma anche e soprattutto testimonianza dell’essere. |
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Pino Lia
CATTIVI - PENSIERI - RIFLESSI / 2007 / Collage
polimaterico 200 x 160 particolare
L’uso della fotografia in bianco e nero si rivela efficace
al fine della resa drammatica della composizione, trasportandola
in una realtà di confine, mentre l’elemento specchiante
che la divide coinvolge emotivamente lo spettatore che ne entra
a far parte. Nell’opera le ambiguità, che si riflettono
nei cattivi pensieri nascosti di visi stravolti, danno luogo a primitive
espressioni di bocche spalancate, quasi anelanti il cibo dell’anima
e imploranti refrattarie attenzioni. |
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Massimo Maselli
TESTA DI FILOSOFO (Viaggi diurni-Viaggi notturni)
/ 2007 / Tecnica mista su tela 40x40x4
Le sagome scontornate di teste di filosofo – immagini forti
ed essenziali – diventano figure emblematiche, in apparente
contrapposizione, della coesistenza degli opposti e pertanto della
complessità della vita, e il filosofo è simbolo della
consapevolezza di tale complessità e del tentativo di darle
un nome, in un mitologico viaggio al confine della notte. |
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Max Marra
SENZA TITOLO / 2007 / Tecnica mista su tela 106x155
L’immagine dal colorismo forte ed accentuato, un rosso totale
e definitivo, appare come una visione-incubo ad occhi aperti, proiezione
di antiche paure, che trovano nell’espressione artistica il
loro appagamento catartico. Il viso che si deforma per frantumarsi
nella perdita di coesione dell’io è la pausa figurativa
di un percorso proseguito all’insegna dell’informale. |
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Luchino Malarazza - Simone Faccioli -
Elisabetta Pagani
PSYCO / 2007 / Tecnica mista 70x100
Il lavoro degli artisti si è armonizzato ed integrato in
una composizione che unisce la suggestione inquietante di immagini
tratte dal film Psyco ed elaborata al computer alla segmentazione
e frammentazione dello specchio, allusivo di un io multiforme. |
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Piero Ferrini
“GRAND MAIR” / 2007 / Stampa su alluminio
30x42
L’artista richiama alla mente il libero flusso dei pensieri
dell’Ulisse di Joyce, dandogli una veste grafica artisticamente
sostenibile. I suoi sono segni misteriosi, flash di energia deflagrante
ed avvinghiante. Ritagli di pensieri all’ammasso, dove la
Grand Maire diventa la fonte di pensieri convulsi, di illogici segni
cartacei, di un alfabeto inventato e nascosto nelle segrete del
cuore. |
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Federico Simonelli
NESSUNO RICORDA IL TUO POSTO / 2000 / Cartone
bruciato, resine e ceramica Racu 83Lx112H
Il silenzio è propizio al ricordo. Un fantasma evocato
dal sogno, da un pensiero inatteso, da una traccia attutita. Steli
di volti immoti classicamene composti a significare il nulla. Eppure
io sono stato e la mappa della mia vita è lì, nei
brandelli combusti, nelle ferite taciute, in quel luogo cerchiato
di rosso a futura memoria. Quella di Simonelli è una ricerca
che sembra evocare una moderna poesia sepolcrale di foscolana memoria
attraverso la figurazione plastica di un viso, inserita in un contesto
materico-stratiforme percorso di nostalgia e rimpianto. Quasi un’istanza
di memoria.
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Ettore Moschetti
MURO / 2007 / Acrilico su tela 100x160
La pittura di Ettore Moschetti rivela la sua derivazione dall’informale
senza dimenticare gli agganci alla realtà conferenti un sapore
esistenziale alle immagini, che appaiono alla finestra della mente
e illanguidiscono sulla sofferenza di un muro diroccato e dagli
incerti confini. |
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Altre opere si sono associate per forme e volumi
tangibili, come in Claudio Grandinetti, Ruggero Maggi, Sandra Mazzon,
Roberto Vecchione, Giglio e Ferdinando Greco. |
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Claudio Grandinetti
EX / 2007 / Cassetta di legno con oggetti 30x30
Rilievi della mente, ricordi infantili di ex voto, raccolti in
una piccola scatola, icona domestica e ludica. Le scatole della
memoria sono fatte di oggetti dalle evidenti connotazioni affettive
che li rendono significanti. È sicuramente una ricerca che
si rifà a suggestioni dadaiste e al Nouveau Realisme. Niente
di nuovo sotto il sole dell’arte d’oggi, ma le variazioni
su tema annunciano un percorso con tracce di originalità,
di recupero delle tradizioni e della simbologia del quotidiano.
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Ruggero Maggi
SEELENLEBEN = VITA DELL’ANIMA / 2006 / Scultura
in metallo con proiezione Laser 60Px90Lx116,5H particolare
La testa è il ripostiglio dei pensieri, delle immagini,
degli scarti del giorno e della notte. Nella testa è imprigionata
la vita dell’anima. Nella testa di un bambino che gioca col
fuoco davanti a un camino, mentre l’acqua ribolle nella pentola
nera di fumo su un trepiede potente, rugginoso del tempo. Dentro
di noi la storia del mondo. L’artista si esprime attraverso
installazioni che hanno come segno distintivo la mutevole varietà
espressiva in cui la tecnica, i mass-media e la manualità
convivono con grande equilibrio.
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Sandra Mazzon
STRIZZACERVELLI / 2007 / Oggetto in legno e ferro
+ 1 libro 45x35
Lo strizzacervelli è una forma che forgia le teste e i
cappelli, un solido blocco di legno che stringe una mente e la spreme
alla ricerca dei sogni e di libere associazioni da catturare al
volo prima che arrivi il giorno. Caratteristica delle installazioni
di Sandra Mazzon è il reperimento degli oggetti trovati e
assemblati con profonda valenza simbolica e senso della memoria
e del tempo. |
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Roberto Vecchione
SOSPENSIONE / 1999 / Scultura in alluminio15,5x66hx15,5
Una falce di luna dai riflessi metallici, sospesa e ancorata nel
cosmo, nido/rifugio del mondo. Dove la sezione del cerchio si compone
in infinite varianti ed elude lo spazio per ricomporsi in morbide
forme taglienti, sempre nuove. Il senso del vuoto nell’artista
entra a far parte dell’opera come elemento compositivo, dando
alle sue sculture levità di sapore orientale. |
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Giglio
X RAY / 2007 / Installazione tecnica mista 100x120
particolare
Un dolore rimosso, un corpo profanato, sezionato, tre volte tradito.
Il tempo è una fucina, lavora non visto. Nessuno lo sente.
Il tempo è guardare in faccia il dolore, ricomporre le membra
col filo della memoria, tentare l’integrità di un corpo.
Atto dovuto. L’artista dà a questo atto riparativo
una veste di indubbio valore artistico che denota una evoluzione
creativa ed una crescita personale.
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Ferdinando Greco
AGONICO / 1993-2005 / Olio, vinilici, conchiglie,
sassi, PVC su tela 239Hx90L
La memoria “…cerco di fare pittura come fa la natura
che accumulando sbagli e successi poi giunge alla forma. Più
passa il tempo più divento convinto che questo deve essere
il mio modo di lavorare anche perché le opere migliori sono
proprio quelle che hanno avuto bisogno di un tempo lunghissimo per
essere realizzate. Esse sono nate su un’idea su cui se ne
è sovrapposta un’altra poi un’altra ancora…”
La memoria è tempo espiato, materia stratificata percorsa
da rossi bagliori profondi. Carcassa bruciata di un’auto in
corsa. E così sia. |
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Misteriosi alfabeti: Anna Lambardi, Fernanda
Fedi. |
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Anna Lambardi
PROFONDAMENTE, nascita e rinascita dell’essere
/ 2007 / Collage 110x50 più stampa digitale / particolare
di trittico
Il buio della notte si schiarisce nella rinascita di un’alba
percorsa da nubi, da una luna girovaga e da una scritta da leggere
con le ali del sogno, in un’opera testimoniante una ricerca
formale costante, che senza snaturare il proprio linguaggio, attinge
a moderne modalità espressive. |
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Fernanda Fedi
APOGRAFO SEGRETO DI GEORGE SAND N° 2 / 1988
/ Tecnica mista su carta 40Lx160H
Misterioso è l’apografo segreto di George Sand, illuminato
da scie lampeggianti e costellato di segni. Scritte vaganti nello
spazio compongono storie ignote, longitudinali richiami d’oriente
disposti a parete, mappe verticali della mente da decrittare nel
silenzio ovattato del sogno. Quello di Fernanda Fedi è un
percorso che ha fatto del segno il suo elemento distintivo, inserendosi
con caratteristiche suggestive nella scia della poesia visiva. Si
potrebbe parlare di moderno arcaismo, di crittografia e di eleganti
modulazioni segniche che conquistano lo spazio, lasciando impronte
leggere e profonde. |
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Milvia Quadrio e Rebecca Forster: il nutrimento. |
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Milvia Quadrio
MENTE E MATERIA / 2006 / Installazione / Ceramica
e legno / 50x50 circa - 20x50 circa
Il cibo della mente è un cubetto di legno contenuto in tazze
di antiche forme mammellari. Disposte in bell’ordine, attendono
una mano amica che le aiuti a nutrire. Il legno è materia
viva. Risuona di echi nascosti, di impercettibili movimenti. L’artista
ha imparato ad ascoltarlo e a viverlo. Tutta la sua ricerca trae
significato da questo rapporto col legno e sottintende l’amore
per la montagna, la presenza della terra, dell’acqua e dell’aria:
gli elementi naturali che permettono la vita. |
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Rebecca Forster
LA BIBLIOTECA ROTONDA / 2006 / Matita, polvere
di graffite su carta siciliana fatta a mano 120x35h particolare
di dittico
Io sono qui e ora. Sono i libri che si dispongono in ordine casuale
sul mio tavolo. I libri che amo. Libri da salvare dalla barbarie
incombente in una biblioteca rotonda come il mondo e come un seno
che allatta. La carta è superficie, ma diventa scultura attraverso
il suo uso originale e il segno grafico, che con le sue ombreggiature
imprime modulazioni e rilievi plastici agli oggetti. Quasi una scrittura
oggettuale, simbolica. Estremamente lieve. Estremamente forte. |
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La vita è sogno: Enrico Catteneo, Tonino
Milite, Lucio Perna. |
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Enrico Cattaneo
MASCHERA / 1985 / Fotografia 120Hx100L
Nel profondo di ogni artista è rinchiuso un bambino, un
bambino che gioca e che schiaccia un coperchio di latta per farne
una maschera. Enrico Cattaneo ottiene rarefatte atmosfere, sospensioni
del tempo di assoluto lirismo, dando anima al mondo e senso all’inutile
con le sue fotografie fatte di luce. |
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Tonino Milite
PANORAMA CON SOGNO / 2006 / Acrilica, vinilica
su tela / più fluo giallo 57,3Lx53,5H
Il mondo vive sospeso nello spazio come su una piattaforma. Strani
oggetti lo popolano, aspirapolvere fosforescenti, tende indiane
con bambini paurosi, grandi abat-jour in improbabile equilibrio
accanto a piccoli aerei e a minuscoli libri. Avvolti da un’onirica
luce. |
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Lucio Perna
MIRAGGIO IN UNO SPECCHIO / 2007 / Tecnica mista
su tela 90x90
Il mondo reale si riflette nell’opera di Lucio Perna che
ne diventa la mappa. Una mappa specchiante indicibili visi, deformati
frammenti dell’io, da nascondere profondamente. Quella di
Lucio Perna è una ricerca fatta fra le pieghe della carta.
Queste hanno finito per assumere un carattere sempre più
geometrizzante dando alle opere dell’artista rilievo plastico.
A ricordarci che ciascuno di noi è un mondo sconosciuto da
esplorare nelle pieghe dell’ io. |
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Le opere di Stefano Soddu e Diego Minuti hanno
in comune la struttura a gabbia. |
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Stefano Soddu
DEDICATO A SIGMUND FREUD / 2006 / Legno e ferro
43x57x2,5
Un rettangolo e un cerchio tangenti tra loro rimandano al concetto
di stabile – instabile, ad un equilibrio che continuamente
si rompe per ricostruirsi, mentre la materialità del legno,
associata al ferro, segnala un costante e forte ancoraggio alla
terra.
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Diego Minuti
LEZIONE DI VOLO / 2006 / Bronzo, legno, ferro
/ e materiali vari 40x35x14
La prova del volo è una gabbia aperta e l’uomo è
accovacciato all’interno, sospeso nello spazio, metafora dell’impossibilità
del volo stesso, in cui la drammaticità dell’evento
è contrastata dall’euforia dei coriandoli sul fondo
nero. Nell’opera dell’artista è sempre presente
un richiamo alla mitologia classica rivisitata e vissuta come parte
della vita. Una mitologia del quotidiano. |
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Luce Delhove
PROFONDAMENTE / 2006 / Acrilico su legno e struttura
tessile 100x100
La forma è sostanza e la cornice racchiude il niente. Ma
nell’indecifrabile e nell’ambiguo tutto è possibile.
Anche che il niente si trasformi in tracce di esistenze possibili.
L’artista crea opere scultoree costruendo ed intessendo trame
di materiale tessile che indurisce col gesso e con le colle. Una
ricerca, che, come la tela di Penelope, è frutto di un lavoro
riparativo incessante.
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Anna Finetti
BARBABLU / 2007 / Installazione di 4 elementi,
Tecnica mista Quadro 53x43, Tappeto 60x30, Scatola 22x31x7, Porta
56x29x3
Dispone oggetti che simulano un ambiente tridimensionale con porta,
tappeto, quadro, appiattendoli sul piano del muro, decontestualizzandoli,
ma lasciando una possibilità di intravederne il mistero:
una chiave per fuggire dalla casa di Barbablù su un tappeto
volante e per aprire il segreto dell’essere, dell’andare
per monti e navigare per mari. |
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Antonella Prota Giurleo
L’ARCHETIPO, LA DEA Opera n° 1 / 2007
/ Installazione Legno, tela, cenere, colla di coniglio, corda 40x140x12
La vittoria di Samotracia, amputata della testa e delle braccia,
assume per vie misteriose una connotazione moderna, mentre per antitesi
l’installazione dell’artista, “L’archetipo,
la dea”, richiama il mondo classico e la mitologia di cui
si è nutrita la psicoanalisi e lo fa con forme essenziali
di puro rigore formale, e con materiali che attingono dalla natura
la loro forza di esistere.
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Marco Magrini
CLORINDA E’ UN’ACROBATA / 2003-2004
/ Ferro sagomato 95x35
Clorinda è un’acrobata che si libra nell’aria
tenendosi in equilibrio su forme puntute che rimandano alla terra
e ad antichi utensili. Una scultura che rifugge dalla tridimensionalità
per approdare a forme piatte, quasi segni nell’aria, in cui
la precarietà dell’equilibrio e l’abbinamento
di forme contrastanti, che rimandano al femminile e al maschile,
conferiscono un senso di dinamismo bloccato alla composizione e
suggeriscono una pericolosità imminente. |
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Mavi Ferrando
PROFONDAMENTE / 2007 / Installazione Legno e ferro
120x330x120
Esplorare la dimensione del profondo richiede il coraggio di tuffarsi
nella vita senza tentennamenti. Le forme che richiamano nei loro
contorni ondulati echi di rivisitato barocco sono sculture bidimensionali
e trasmettono la sensazione liberatoria di energia in movimento. |
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Paolo Barlusconi
SOGNO / 2007 / Installazione Materiali vari150x150x220
Opera una messa in scena di un set psicoanalitico e lo fa con
ironia. Dove il lettino è sostituito da una panchina e il
paziente dal suo cervello con le parti emotive e razionali, mentre
rosse scarpe da donna appese ai rami di un albero alludono al tema
della sessualità che pervade in modo invasivo la psicoanalisi
ai tempi di Freud. |
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